Domande frequenti

Per instaurare un clima di fiducia e trasparenza, è essenziale che lo psicologo risponda alle tue domande, assicurando così un percorso terapeutico più sereno ed efficace.

Domande e risposte

La risposta in questo caso è semplice: no.

Tutti attraversiamo periodi di difficoltà e di crisi, esperienze che fanno inevitabilmente parte della vita. In questi casi, lo psicologo può intervenire per accompagnare la persona nella direzione del proprio benessere. 

Tuttavia, la figura dello psicologo è utile anche a chi si sente già bene ma desidera intraprendere un viaggio di conoscenza di se stesso.

Andare dallo psicologo è una “palestra” di crescita personale in cui acquisire consapevolezza e, di conseguenza, capacità di comportarsi in maniera congrua ai propri bisogni bisogni ed efficace rispetto ai propri obiettivi.

Soltanto una piccola parte dei pazienti soffre di gravi e conclamati disturbi mentali.

La durata di un percorso psicologico varia in base a tanti fattori. Tra questi, l’intensità e la cronicità dei sintomi, le risorse personali e quelle presenti nel tuo ambiente sociale, e soprattutto la tua motivazione al cambiamento.

Un altro aspetto fondamentale riguarda gli obiettivi che ci si pone: c’è chi desidera una ristrutturazione profonda della propria vita, lavorando su molte aree, e chi, invece, preferisce concentrarsi su aspetti specifici, circoscritti e contingenti. In alcuni casi, miglioramenti profondi e significativi possono emergere già dopo pochi mesi, anche se i benefici del percorso iniziano a manifestarsi fin da subito. 

In generale, se hai deciso di richiedere la tua prima consulenza psicologica sei già a metà strada.

L’abitudine a voler affrontare tutto solo con le proprie forze non favorisce il benessere. Lo psicologo può rappresentare un sostegno discreto e non giudicante, che ti accompagna senza sostituirsi a te. Infatti, la responsabilità e il merito del cambiamento sono elementi esclusivamente personali: nessuno può farlo al nostro posto.

E’ vero che parlare intimamente di sé può far sentire vulnerabili. All’interno della forza, della resilienza e di tutte quelle abilità necessarie per affrontare con successo le inevitabili vicissitudini della vita risiede anche la capacità di riconoscersi (ed amarsi) come persone anche vulnerabili.

Guardare le proprie vulnerabilità senza attribuirle all’altro è un atto di forza e non di debolezza.

Lo psicologo ha una conoscenza approfondita delle dinamiche che regolano il comportamento umano, matura tutti i giorni una quota di esperienza con i clienti, ha l’obbligo di formazione continua ed ha effettuato un adeguato training rispetto alla capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Inoltre, lo psicologo può capire proprio per il fatto di non essere coinvolto in dinamiche affettive precedenti al rapporto professionale: il suo ruolo gli permette di rimanere interamente concentrato sulla persona mentre essa può concentrarsi soltanto su di sé.

Hai domande?
Scrivi qui il tuo messaggio.